Dal Nuovo CD "Beyond" - Prefazione


Ognuno, nella sua memoria, porta storie, luoghi, persone che in un determinato momento della propria vita in qualche modo lo hanno emozionato e lo hanno aiutato a conoscere se stesso e il fuori di se. E' inevitabile e innata la necessità di voler comunicare a più persone possibili, per renderle partecipi e per condividere con loro proprio quelle situazioni che ci hanno lasciato un segno indelebile.

Ho voluto confezionare questi brani come cartoline musicali. Cartoline “fotografate” nei Paesi che ho visitato, conosciuto o scoperto grazie al mio suonare in giro per il mondo. Sono semplici appunti di viaggio che rappresentano il mio modo di comunicare le impressioni, i ricordi e le conoscenze che mi sono più care alla memoria nel mio vagabondare.

Beyond, essere oltre, passare l'ostacolo, vedere e volere un punto lontano, tutte espressioni che mi affascinano e che mi hanno obbligato a lunghe riflessioni. Espressioni che sono l'ispirazione intrinseca di questo lavoro che vuole essere anche di “rottura” nei confronti di stereotipati cliché che vogliono noi chitarristi classici imbottigliati in atmosfere sonore che hanno, nel loro perpetuarsi e nel loro ripetersi, lentamente “stancato” il grande pubblico. La ricerca a tutti costi di una “affermazione colta” dello strumento chitarra, che aveva un suo senso qualche tempo fa, oggi rallenta di fatto lo sviluppo della creatività e imbavaglia molti Autori che invece, in punta di piedi, ci porgono lavori di estremo interesse. Il mio voler andare oltre è proprio l'andare verso questa direzione di scoperta, di veloce e immediato imprinting della condivisione della sensazione e della comunicabilità oltre il linguaggio ad un unica via.

A chiusura del CD ci sono sei trascrizioni di composizioni di Giovanni Allevi. Un personale omaggio a chi ha il grande merito di saper avvicinare il grande pubblico all’ascolto di uno strumento “classico”. Musiche che hanno nella freschezza e nell’immediatezza le loro doti migliori e che hanno comunicato passione e interesse verso un mondo a cui generalmente il grande pubblico guarda con diffidenza e spesso con una certa “noia”. Ritengo queste composizioni assolutamente in linea con il mio concetto di “contestualizzazione” della musica colta contemporanea, e a ragione di ciò sono incluse in un lavoro così articolato.

1. Beyond, la composizione che apre il cd, è appunto il brano di “rottura” che da il titolo all’album, il pezzo ha sonorità non strettamente “classiche”, ma presenta influenze che gli vengono da ambiti musicali apparentemente lontani quali il jazz o la world-music.
2. La passeggiata: brano ispirato dalla lettura dell’omonimo racconto di Federico Moccia e dagli elementi in esso contenuti: il ricordo di una passeggiata in riva al mare, il rumore del rifrangersi delle onde sulla battigia e un generale senso di cupo rimpianto.
3. Broken Lives è invece ispirato ai tragici eventi di qualunque natura che la vita può riservare e a tutte le vite innocenti spezzate improvvisamente. La “normalità” della vita quotidiana, il presagio di un evento che sta per accadere, l’incalzare della tragedia in atto e la speranza rappresentata dalla ripresa della vita quotidiana.
4. Il gioco degli amanti è un brano strumentale e virtuosistico. C’è un parallelo fra la passione degli amanti che si esaurisce spesso nel breve amplesso rubato in clandestinità, e per questo frenetico, con la passione del chitarrista per il proprio strumento che a volte, preso da mille incombenze, non può esaudire nel tempo che desidera e magari in pochi minuti esaurisce il suo impeto lanciandosi in vorticose scale e veloci e appaganti arpeggi.
5. Croce del sud è un brano che ho scritto per un festival chitarristico internazionale dedicato alle costellazioni. La croce del sud è la più piccola delle costellazioni. Di ausilio ai naviganti del tempo passato per tracciare le rotte diventa nel mio immaginario, ideale punto di riferimento del musicista “errante”.
6. Ballade, ispirata agli sconfinati spazi del nord America evoca i colori e le sensazioni di questa terra con una sonorità “ariosa” che proviene dall’uso dell’accordatura aperta.
7. Atocha è il titolo del primo pezzo di una “trilogia spagnola”, ed è dedicato all’amico chitarrista Pablo de La Cruz. Devo idealmente a lui l’avvio della mia carriera internazionale iniziata proprio grazie al suo invito con il mio quartetto al Festival Andrès Segovia del 2001 a Madrid. Da allora si è instaurato un particolare legame con la Spagna fatto di musica e importanti amicizie. Atocha, la stazione più antica della città, è quindi testimone involontario dell’inizio del mio viaggio artistico.
8. Se Atocha è un brano evanescente, per alcuni aspetti anche onirico, significando l’inizio di un viaggio forse senza meta, che parte da una stazione unica nel suo genere, arredata da piante tropicali e proiettata quasi in un'altra dimensione; il ritmo incalzante dell’arpeggio del secondo brano Preludio è il segno che il viaggio è ormai iniziato. Evoca i suoni e le atmosfere del viaggio, delle rotaie di un treno e di un lento scorrere del tempo nel proprio cammino verso la meta.
9. Canzone, che chiude la trilogia, è un omaggio all’unica compagna di viaggio: la mia chitarra. Brano melodico, con forti richiami ad un certo romanticismo, è dedicato a questo strumento talvolta taciturno, più spesso vibrante, urlante e al suo costruttore: Amalia Ramirez.
10. Con South Beach torniamo nuovamente negli USA. E’ in questo enorme Paese che ho voluto cogliere i ritmi e i movimenti della cultura latina trapiantata in America del Nord. Il brano è molto ritmico e movimentato in stile “caraibico”. Il riferimento va alla città di Miami che rappresenta appunto la “porta” per chi dal sud America entra negli States.
11. A South Beach si unisce idealmente un altro brano omaggio alla “latinità”, rappresentata qui dai paesi di origine spagnola del Sud America, al loro calore e alla loro fierezza. Ho suonato molte volte in Venezuela e cercato di cogliere taluni aspetti del linguaggio musicale di quelle terre. Soledoso è quindi un brano profondamente nostalgico.
12. Dalle Americhe eccoci ritornare in Europa, nell’Europa dell’est, nei paesi balcanici per la precisione. Notte a Belgrado è un brano che trae ispirazioni dalle musiche suonate sui barconi del Danubio, da orchestrine Gipsy, e apre la trilogia “balcanica”.
13. Hammam è la seconda composizione di questa trilogia, un brano che con accenni di sonorità orientaleggianti, può essere considerato, per certi aspetti, minimalista.
14. Dance for Dale, che è anche il brano di chiusura, è dedicato alla chitarrista canadese Dale Kavanagh. E’ una danza che unisce alcuni stilemi caratteristici della tradizione balcanica ai ritmi e ai modelli musicali propri della cultura musicale nordamericana.
15-20. Chiudono il cd sei composizioni di Giovanni Allevi: Il Bacio, Aria, Panic, Come sei Veramente, Go With The Flow e Downtown che ho trascritto per chitarra. La trasposizione quasi “intatta” di queste musiche sulla chitarra sembra trasferire all’ascoltatore la sensazione che questi brani siano stati scritti per questo strumento, dimostrazione di come nel passaggio da uno strumento all’altro la bellezza della musica possa rimanere immutata.

Roberto Fabbri

Photo by Roberto Fasulo / Website by Sergio Tanzilli e Francesca Ricci